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C312) Coltello artigianale sardo tipo pattadese elaborato a coda di rondine, manico 13,5 cm in corno di bufalo con anima in acciaio e pin decorativi, lama 11 cm in acciaio damasco al carbonio, collarino in alpacca, lunghezza totale cm 24,5, fodero in omaggio
C312) Coltello artigianale sardo tipo pattadese elaborato a coda di rondine, manico 13,5 cm in corno di bufalo con anima in acciaio e pin decorativi, lama 11 cm in acciaio damasco al carbonio, collarino in alpacca, lunghezza totale cm 24,5, fodero in omaggio
Fodero in omaggio e certificato di originalità con caratteristiche del coltello
Il modello Pattadese: icona della tradizione sarda
Il Pattadese è il simbolo indiscusso dell’artigianato isolano, un coltello che racchiude in sé l’eleganza della forma e la massima efficienza. Rappresenta l'identità stessa della Sardegna nel mondo, unendo un design senza tempo a una funzionalità che lo ha reso leggendario. È il modello più conosciuto, progettato per chi cerca l'autenticità e la perfezione tecnica in un unico strumento
Design e Storia: questo modello affonda le radici nel borgo di Pattada, centro d'eccellenza che ha dato i natali alla forma più celebre di resolza. Il suo design è caratterizzato da una linea semplice ed elegante, frutto di secoli di perfezionamento artigianale. A seconda delle versioni, può presentarsi in veste classica o più elaborata, ma mantiene sempre quel prestigio storico che lo rende il punto di riferimento per ogni appassionato di coltelleria sarda
Struttura e Particolarità della Lama: la caratteristica distintiva risiede nella sua lama, la classica e iconica "foglia di mirto". Questa geometria, slanciata e affusolata, è studiata per offrire un equilibrio perfetto tra leggerezza e capacità di penetrazione. Il filo, tradizionalmente a rasoio, rende la Pattadese uno strumento di taglio di eccellenza
Utilizzo: nato come fedele compagno di pastori e contadini, è ancora oggi il modello più versatile e apprezzato. È lo strumento principe per lo scanno, ma risulta eccellente anche per l'uso quotidiano a tavola o per lavoro. La sua silhouette raffinata lo rende, inoltre, l'oggetto da collezione per eccellenza e la scelta ideale per un regalo speciale e di sicuro effetto
È un pezzo di storia della Sardegna, ideale sia per l’uso quotidiano e per lavoro, che come regalo di prestigio o oggetto da collezionare nelle sue varianti più pregiate
Curiosità: Il coltello tipico sardo tradizionale viene chiamato, nella lingua locale, resolza, resorza o arresoja a seconda della zona, che significa lametta, famoso per il suo filo a rasoio, da cui derivano questi termini. A volte per indicare il coltello sardo si usa anche il termine generico leppa, ma la leppa in realtà identifica un grande coltello a lama fissa simile a uno spadino, usato soprattutto in passato dai pastori sardi appeso alla cintola. Infatti, sin dai tempi antichi, il coltello sardo è stato fedele compagno di pastori e contadini, nato come strumento di lavoro e dalle forme semplici, perfezionato fino a diventare oggi simbolo di eccellenza italiana
Materiali e struttura:
Il manico: realizzato secondo la tradizione principalmente in corno di montone, bufalo o in osso, oggi si può trovare anche con materiali moderni o pregiati, o con dettagli e lavorazioni particolari
Il meccanismo: l'apertura è di tipo manuale, detta a serramanico, la lama ruota nel manico grazie ad un perno centrale posizionato tra lama e manico, che ne permette apertura e chiusura. La lama, quando chiusa, trova alloggiamento all'interno del manico stesso
Il collarino: elemento di rinforzo che stringe, abbellisce e completa il tutto, può essere in acciaio, ottone, alpacca o altri materiali moderni o pregiati
NB: ogni coltello può presentare dettagli di colore o sfumatura diversi da un altro, per questo motivo ogni coltello viene numerato e fotografato singolarmente, le foto presenti rappresentano esattamente il coltello in vendita